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giovedì 25 aprile 2019

25 aprile



Amare la Bandiera non significa approvare tutto ciò che fa il Paese e la sua popolazione: è solo gratitudine per la Libertà
John Fitzgerald Kennedy




lunedì 8 aprile 2019

diritti e privilegi


Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi
(Charles Evans Hughes)

Otto Bettmann, NYC
Noah’s Ark crew strolling through the streets of Manhattan, 1968

martedì 26 febbraio 2013

elezioni 2013: se l'Italia s'è desta forse sono io che dormo ancora ...

Ahi serva Italia, di dolore ostello,/ nave sanza nocchiere in gran tempesta,/ non donna di provincie, ma bordello!
Dante Alighieri, Purgatorio, Divina Commedia, 1304/21

Rossana Taormina
See what they offer you, 2012
 (collage, cm 14,8 x 10,5).

L'esito inquietante di queste elezioni ha avuto il potere di sorprendermi. E dire che io sono pessimista, tenacemente pessimista.

Sono atterrita dalla constatazione di come tanti italiani e soprattutto italiane si riconoscano nella sgangherata condotta, nell'imbarazzante eloquio, nella disarmante mediocrità del solito personaggio (non ne scrivo il nome perché lo trovo cacofonico ed io sono fissata con l'armonia ... ma sono certa capiate benissimo di chi parlo ...)
Non ne faccio nemmeno un discorso di orientamento politico o di comprensione degli scenari economici mondiali, forse nemmeno di buon senso ma di buon gusto, cribbio, si!

Torna trionfante colui il quale, oltre ad aver azzerato le aspettative e il futuro di ormai tre generazioni, confinato la donna ad un ruolo pericolosamente accessorio e tristemente decorativo, ha reso l'Italia ridicola agli occhi del mondo intero!
Beh allora se a tanti italiani va bene così ne prendo atto e chiedo pubblicamente scusa.
Chiedo scusa a tutti voi che lo votate orgogliosi e anche a voi che lo votate e poi "nascondete la mano" : sono io quella sbagliata, fuori contesto, irreversibilmente miope nel guardare la realtà ... mi arrendo all'evidenza! 
  
Sono io che vivo ancorata al passato, una fottuta nostalgica che ancora riconosce come suo presidente l'amato Sandro Pertini e quasi quasi rivuole indietro perfino Andreotti ...
   

lunedì 29 ottobre 2012

piove, governo ladro!



Tranne forse gli animali delle favole di La Fontaine, nessuno è mai stato bravo come gli italiani nell'arte d'inventare nobili pretesti per eludere i propri doveri e fare i propri comodi.
Carlo Fruttero e Franco Lucentini, La prevalenza del cretino, 1985

immagine da internet

E vabbè, ma se poi, quando piove, voi non andate a votare ...

giovedì 25 ottobre 2012

c'era una volta un regno ...

... ammirato da tutti per le bellezze naturali, i poeti, i pittori, i musicisti, gli scienziati.





Un triste giorno, non si sa quale ne fosse la causa, improvvisamente quel regno cominciò a decadere. 
I reali non badarono a spese: furono convocati a corte i vecchi saggi, i Magi, persino le fattucchiere ... ma nessuno riusciva a comprendere la causa della crisi.  
Eppure le risorse le abbiamo, le intelligenze pure, la buona volontà non è mai mancata ... di sicuro è un sortilegio!
E se ne lavarono  le mani. 

Effettivamente non c'era alcun motivo apparente che giustificasse la progressiva miseria dei sudditi, eppure si chiedeva loro di pazientare per il bene comune. 
Loro, i sudditi, poverini, non potevano sospettare che la famiglia del re coltivasse il vizio del gioco e mai e poi mai avrebbero immaginato che condividesse tale vizio con le famiglie reali dei regni limitrofi.
Così, mentre a corte si collezionavano privilegi, al popolo si lesinavano le monete d'oro destinate al bene superfluo dell'istruzione: è prioritario sanare i debiti se volete mangiare!
In seguito tutti i maestri furono messi alla gogna, in modo tale che, in futuro, nessun suddito cedesse alla tentazione di ascoltarne le formule magiche e mettersi a pensare. 

Forse a causa dei forti debiti di gioco o forse per qualche altro misterioso sortilegio, negli anni, sul trono e a corte, si avvicendarono avventurieri, giullari, cortigiane, belle addormentate, forse persino elfi, finché il disgraziato regno, che fin dalla notte dei tempi aveva mantenuto alta la sua fama di terra di ingegni e di buon gusto, si ritrovò etichettato come ridicolo e volgare: lo zimbello del circondario.  

Un bel giorno, finalmente, la Fata del Lavoro arrivò in soccorso degli sfortunati sudditi e ne illuminò le fragili menti svelando loro il segreto della felicità: abbassare (ma ancora di più è possibile?) al minimo le aspettative in modo da tollerare e cronicizzare la loro sacrosanta frustrazione.
Insomma suggerì loro di essere meno "principesse sul pisello", anche se lei ricorse alla parola magica "choosy" !

larga  la  foglia  stretta  la  via  voi  dite  la  vostra ,  io  ho  detto  la  mia

mercoledì 3 ottobre 2012

ma allora sono ottimista!


Mi sento molto ottimista sul futuro del pessimismo.
Jean Rostand, Pensieri di un biologo, 1954

Fornasetti

Di solito in città mi muovo a piedi, ma ieri la pioggia era insistente e allora ho preferito aspettare un autobus.

Durante l'attesa alla fermata ho notato che la gente intorno a me si agitava molto, temendo che la corsa non venisse garantita. Eravamo prossimi al capolinea da cui partono e in cui arrivano quasi tutti i mezzi della città, è vero, ma aspettare l'autobus per circa venti minuti, in quella particolare fascia oraria, è sempre stata una tradizione.

Le strade soffocano di gente che le percorrono con i mezzi privati, rallentando sensibilmente il traffico e, parallelamente, il trasporto pubblico appare insufficiente a coprire le necessità dei cittadini ( ma tutti conosciamo la situazione in cui l'alibi della "crisi" ha costretto i lavoratori: nella migliore delle ipotesi non si assume nuovo personale, gravando su quello già in forza,  nella peggiore ...) 

Ad un certo punto non ho resistito e ho chiesto ad una signora quale fosse l'origine di tale agitazione ( tra l'altro immotivata poiché l'autobus, allo scadere dei 30 minuti, si è presentato "puntuale" ) e lei, rivolgendomi gli  occhi scandalizzati, mi ha illuminata  in un dialetto molto colorito. 

A quel punto mi sono sorpresa a riflettere sul grande vantaggio di vivere in un contesto in cui ci si confronta quotidianamente con ogni tipo d'inefficienza: quando scatta uno sciopero generale, con conseguente rallentamento o interruzione di un servizio, se non lo sai ... non te ne accorgi! 

Evviva!

mercoledì 25 aprile 2012

25 aprile

Una generazione che ignora la storia non ha passato... né futuro.
Robert Anson Heinlein, Lazarus Long l'Immortale, 1973

Rossana Taormina, Soldati, 2011 (filo sintetico su foto d’epoca, cm 8,5 x 6) 

“[…] è la colonna dei gesti perduti: ora un soldato tedesco svegliandosi a uno scossone del camion pensa: ti amo, Kate. Tra sei, sette ore morirà, lo uccideremo; anche se non avesse pensato: ti amo, Kate, sarebbe stato lo stesso, tutto quello che lui fa e pensa è perduto, cancellato dalla storia. 
Io invece cammino per un bosco di larici e ogni mio passo è storia; io penso: ti amo, Adriana, e questo è storia, ha grandi conseguenze, io agirò domani in battaglia come un uomo che ha pensato stanotte: «ti amo Adriana». 
Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano”


Il sentiero dei nidi di ragno, italo Calvino



mercoledì 22 febbraio 2012

neri, gialli, a pois ..

Nel mondo non c'è che due razze, diceva mia nonna, quella di chi ha e quella di chi non ha.
Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia, 1605/15

giovedì 9 febbraio 2012

oggi sciopero

La disoccupazione è una cosa per il disoccupato e un'altra per l'occupato. Per il disoccupato è come una malattia da cui deve guarire al più presto, se no muore; per l'occupato è una malattia che gira e lui deve stare attento a non prenderla se non vuole ammalarsi anche lui.
Alberto Moravia, Nuovi racconti romani, 1959 

Alberto Sordi dal film "I vitelloni" :  Lavoratori ...

Oggi sono stanca.
Stanca di aspettare tempi migliori, di contrastare gli infiniti imprevisti, stanca dell'evasione fiscale e di pubblicità sull'evasione fiscale ... (ma "evasione fiscale" non fa un po' rima con "patrimoniale" ?)
Stanca di dovere essere sempre io a capire che ognuno ha il proprio carattere e mettere da parte il mio.

Stanca di sentire raccontare di mortificazioni sul posto di lavoro, di stipendi ridicoli, di contratti fatiscenti e sapere che il sacrosanto pianto funebre si concluderà con la frase rituale secondo la quale, dati i tempi, se si è così fortunati  da avere un lavoro (ma non era un diritto?) bisogna comunque tenerselo stretto ...

E se fino ad un decennio addietro questa frase, pronunciata prevalentemente dai pensionati, suscitava le ire di chi subiva una situazione lavorativa iniqua, adesso sono le stesse vittime a ripetersela ogni giorno per dare un senso all'ingiustizia che nega la loro stessa identità di persone. Senza sicurezza economica non si può entrare in possesso della propria vita: non si possono fare progetti né si può costruire una famiglia, i figli  poi, diventano un miraggio, un lusso per "ricchi" ...

Sono stanca di sondaggi che verniciano tale tragedia con lo smalto della farsa: si sa gli Italiani sono legati alla mamma e non vorrebbero mai lasciar casa ... ma non è già abbastanza umiliante dover vivere a spese dei genitori perché non basta la buona volontà per poter trovare un'occupazione qualsiasi? Non è sufficientemente avvilente quando hai una laurea o addirittura un dottorato e non solo non riesci a trovare il lavoro previsto dal tuo titolo di studio ma non ti assumono nemmeno a tempo determinato in un call center (per fare un esempio)  perché sei troppo qualificato ...? 

Le generazioni precedenti alla mia, che giovane non sono, le quali hanno vissuto oltre trent'anni di età dell'oro e che ci hanno apparecchiato la situazione attuale anche grazie alle opinabili scelte politiche, dovrebbero riflettere bene prima di accusare i giovani (ma si è giovani anche dopo i trenta?) di "pretendere" un lavoro che, oltre ad essere adeguatamente renumerato e garantito, tenga conto delle inclinazioni e capacità personali perché quest'aspirazione è ASSOLUTAMENTE LEGITTIMA!
Nessuno vuole il "posto fisso", inteso come stipendio sicuro a prescindere da impegno e rendimento, di cui molti sono stati omaggiati ai loro tempi, ma la sicurezza di trovare un'occupazione si, è dovuto! Reclamare la libertà di cambiare lavoro con uno più soddisfacente o, se licenziati, di trovare un'altra opportunità non è essere pigri e viziati, ma consapevoli delle proprie capacità e dei propri diritti, è avere desiderio di realizzarsi attraverso il proprio lavoro.

Ma qualcuno non ci aveva una volta insegnato che il lavoro nobilita l'uomo?

Viviamo in tempi in cui ci hanno derubato di tutto, in cambio di una luccicante precarietà esistenziale abbiamo barattato il nostro diritto a vivere una situazione soddisfacente e stabile.

Ci hanno derubato di tutto, perfino dei nostri sogni, e dobbiamo anche dire grazie ... 


sabato 12 novembre 2011

W l' Italia!

Chi si aspetta che nel mondo i diavoli vadano in giro con le corna e i buffoni coi sonagli sarà sempre loro preda e il loro zimbello.
Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851






Oggi 12 novembre 2011, alle 21.30 circa, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è dimesso!


sabato 15 ottobre 2011

per tirare la cinghia dovrei prima riuscire a comprarne una

Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.
Ettore Petrolini

Settimana complicata, per fortuna si è quasi conclusa.
Ho anche gli strascichi di una sorta di congiuntivite che ha limitato le mie attività preferite, compresa quella di scrivere sul blog...
Limitato ma non impedito, sono molto soddisfatta qualitativamente della "piega" che sta prendendo uno dei miei lavori in cantiere... sarà che a me le difficoltà  ispirano.

Non vi annoio con le peripezie nelle quali siamo rimasti coinvolti, sono certa che ne sapete quanto me.
Vado direttamente alle conclusione tratta dal superamento di una di queste avventure metropolitane: ho capito, concretamente, cos'è 'sta famigerata "crisi". 

Odio lo shopping (lo so... pare assurdo), mi annoio da morire a scegliere vestiti e scarpe, preferisco cartolerie, ferramenta e mercatini di tutti i tipi.
Comunque, costretta dalla necessità, ieri ho intrapreso la ricerca di una semplice maglietta bianca a maniche corte per bambino, a quanto pare merce rara. 
Non l'ho trovata, ci arrangeremo con quelle che già abbiamo, ma la cosa folle è che non ho trovato... i negozi.

Infatti molti dei negozi dove, fino a giugno scorso, ho acquistato qualcosa hanno lasciato spazio ad altri esercizi commerciali, tra cui particolarmente presente la tipologia "Compro oro" (!). Ho girovagato anche un po' disorientata dalla situazione, poi ho notato una costante che mi ha lasciata perplessa.

I locali che prima accoglievano catene di abbigliamento a costi democratici adesso ospitano, o si preparano a ricevere, grandi firme dai costi proibitivi. Con una canottiera di seta copri l'anticipo per la macchina nuova!
E mentre da Zara ci aggiravamo le solite quattro casalinghe con le fronti corrugate dallo sforzo di calcolare, dopo una complicata raccolta dati, quale capo (scontato) potesse meglio rappresentare il perfetto equilibrio qualità/prezzo, questi saloni del lusso, ricettacolo del superfluo, erano relativamente pieni di gente che acquistava, pagava e sorrideva!