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giovedì 29 gennaio 2015

È facile fare domande difficili. Difficile è dare risposte facili. 
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80



Quando qualcuno mi chiede il significato delle mie opere inevitabilmente sorrido. 

Sorrido perché mi torna in mente un episodio di alcuni anni addietro. 
Mio figlio ha circa due anni.
Unico bambino in un'aula universitaria adibita a sala conferenze, mentre gli adulti si confrontano su vari argomenti, lui, preciso e concentrato, disegna con il gesso bianco sulla lavagna.

Durante una pausa gli si avvicina un signore. Con aria interessata e con quel tono riservato ai bambini gli chiede: 
Cosa disegni piccolino? Mamma e papà? O forse il sole con i raggi? Il tuo cagnolino? Il mare? ...

Mio figlio interrompe l'operazione, alza il visetto, aggrotta le sopracciglia quasi inesistenti e, rivolgendo allo sconosciuto un'occhiata pungente, risponde: Quello che vedi: cerchi e linee. 

Poi riprende tranquillamente il suo lavoro distribuendo altri cerchi e linee sulla superficie nera ancora disponibile. 

Ecco ... io non sarò mai così brava ... 

domenica 3 marzo 2013

strano ma vero ...



Ieri mio figlio chiede di poter rivolgermi una domanda senza incorrere in un eventuale rimprovero ...
Io, non senza una certa apprensione, sfoggio un sorriso rassicurante e lo invito a parlare senza riserve.

Ed ecco la sua perplessità:
Cioè mamma, ma veramente tu una volta hai avuto tredici anni? Io non ci posso credere ... cioè ... mi sembra troppo strano!

martedì 23 ottobre 2012

dalla finestra


Sara Facio, Cielo y Tierra, 1963


Dalla finestra vedo: 
il grigio noioso delle nuvole cariche di pioggia,
il verde scuro e l'arancione spento degli alberi in autunno,
i gabbiani in lontananza neri come la notte e
poi un paesaggio rovinato da palazzi bianchi,
dietro una grande montagna marrone come alberi secchi.

(Ieri la maestra di mio figlio, alunno di una V elementare, ha lasciato come compito in classe la descrizione in forma di poesia di ciò che i bambini vedono attraverso la finestra della loro classe. Questa è la composizione di mio figlio, a me è sembrata bellissima ...) 


sabato 28 aprile 2012

ipse dixit

immagine da internet

Oggi, mentre percorriamo il tragitto per raggiungere scuola, mio figlio mi rivolge improvvisamente la seguente domanda: "Come procede la tua crisi di mezza età? M' informo perché tra poco è il tuo compleanno..."

Io rido con le lacrime e spiego al premuroso figliolo che non attraverso nessuna crisi, che ognuno di noi vive il passare del tempo a modo suo e che, semmai, mi sono sentita molto frustrata e disorientata da adolescente. 
Lo rassicuro dicendogli che la maturità appare ai miei occhi come l'età in cui si raccoglie ciò che si è seminato e che, di conseguenza, io aspetto con impazienza il prossimo decennio.

Lui mi lascia parlare per un po' e poi sentenzia, scuotendo la testa: "Perfetto, da manuale, sei nella prima fase: la negazione."

venerdì 9 marzo 2012

conversazione (del terzo) tipo con il figlio preadolescente


A volte, la cosa peggiore che può capitare alle domande è la risposta. 
Romain Gary, L'angoscia del re Salomone, 1979 


All'uscita da scuola.

Io: tutto bene oggi?
Lui: mmmh

Io: sei stato interrogato?
Lui: no

Io: hai studiato cose interessanti?
Lui: mmmh

Pausa

Lungo monologo (ovviamente mio!)
Lui: mmmh (risposta al monologo)

Breve pausa

Io: e  com'è fatta questa maestra ICS YPSILON?
Lui: un po' di carbonio, una spruzzata di coloranti artificiali e qualche metro di cotone addosso
Io: mmmh...

Silenzio